ER 2026 – SAN FRANCESCO

SAN FRANCESCO È IL TEMA DI ER2026

Francesco muore attorniato dai suoi frati e dalle lacrime e dal dolore di tutta la popolazione di Assisi; muore sulla nuda terra, non per disprezzo di sé ma perché sa che sta tornando da quella terra da cui l’amore di Dio lo ha tratto, per abbandonarsi pienamente a quel Gesù che lo ha chiamato e scelto e che Francesco ha amato fin dal primo sguardo nella chiesetta di san Damiano.

“Io ho fatto la mia parte, la vostra, Cristo ve la insegni!” (FF1239) Sono le ultime parole di Francesco, che consegna non solo ai suoi frati, ma anche a noi che abbiamo accolto la sfida di Estate Ragazzi, scegliendo il poverello di Assisi come compagno di viaggio.

Come lui, anche noi viviamo in un tempo con tanti doni, ma caratterizzato da tante incertezze: quelle su noi stessi e su come vivere a pieno la vita, quelle del nostro vivere insieme, troppo spesso segnato da tante solitudini o da tanta rabbia e divisione, quelle del mondo che circonda: una natura calpestata e rovinata, il grido di dolore di tanti popoli segnati da guerre e violenze, il serpeggiare di nostalgie violente ed egoiste; quelle delle nostre comunità e parrocchie che faticano a trovare vie per farci fare esperienza di Dio e di relazioni nuove.

Nell’anno in cui ricordiamo gli 800 anni dalla morte di san Francesco e in cui rimettiamo al centro, a livello diocesano, il dono della Parola di Dio, ci lasciamo prendere da Francesco per mano e condurre a ritrovare nel vangelo di Gesù, quella parola che illumina i nostri passi e le nostre vite, quella parola che ci chiama figli, donandoci la certezza che Dio ci ama e si fida di noi, quella parola che ci chiama fratelli e sorelle, quella parola che ci invita a vivere relazioni nuove, quella parola che ci interpella, perchè possiamo vivere la vita con responsabilità e generosità.

La scommessa di Francesco è che il vangelo si possa vivere fino in fondo e che esso sia luce per aprire i nostri occhi, e i nostri cuori, che ci fa riconoscere Dio come Padre, gli altri come fratelli e sorelle, e gustare l’universo come il grande dono d’amore di Dio per noi.

La scommessa di Estate Ragazzi è trasmettere un vangelo vissuto, perchè in quelle giornate tutti, anche chi non frequenta solitamente le nostre comunità possa incontrare Gesù, nella lode, nella gratitudine, nel servizio, nella carità fraterna, nel perdono. Cadiamo troppo spesso nella tentazione di pensare che Dio sia lontano, che non possa essere più annunciato, soprattutto ai ragazzi e ai giovani, che non possa esser fonte di vita e di gioia; la vita di Francesco ci dice e annuncia che è possibile e che solo cosi si diventa persone che ne gustano l’amore in ogni cosa e in ogni persona, solo così si è costruttori di un mondo nuovo, del Regno di Dio, della civiltà dell’Amore.

Raccogliamo l’eredità di Papa Francesco che ci invitava ad essere “Fratelli tutti” e che nell’enciclica “Laudato sii” ci diceva che siamo tutti, grandi e piccoli chiamati a prenderci cura: “Prendersi cura del mondo che ci circonda e ci sostiene significa prendersi cura di noi stessi. Ma abbiamo bisogno di costituirci in un “noi” che abita la Casa comune”(16). Facciamo nostra la preghiera che Papa Leone rivolge a san Francesco in questo anno di Giubileo francescano: in questo tempo afflitto da conflitti e divisioni, intercedi perché diventiamo operatori di pace: testimoni disarmati e disarmanti della pace che viene da Cristo.

Buon cammino a tutti e che il Signore ci dia la sua pace, disarmata e disarmante.

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